Data Center Cesate (MI) – Osservazioni Deliberazione di Giunta Comunale n. 72 del 30/07/2026 – Adozione del Piano Attuativo riferito all’Ambito di Trasformazione Unitario Ti 1 –- Ti 2 – Ti 6 – Ti 7 di via Ruggero Leoncavallo

Tenuto conto di tutti gli elementi emersi nel “preambolo illustrativo”, le seguenti osservazioni sono state trasmesse al Comune di Cesate in data 29 agosto 2026:

  1. Poiché il Piano Attuativo insiste su aree attualmente agricole (seminativi semplici) e l’immensa superficie coperta (23 172 m2) con presenza di piazzali asfaltati altera l’albedo locale, a causa dell’assorbimento dell’irraggiamento solare da parte delle pareti prefabbricate e delle coperture tecniche, generando un microclima più caldo rispetto allo stato agricolo attuale, contrastato solo parzialmente dalla vegetazione mitigativa, si contesta il principio di urbanizzare aree libere anziché rigenerare il costruito, con la trasformazione permanente di circa 5.4 ettari di suolo agricolo libero in superficie impermeabilizzata o edificata, con la perdita della funzione agricola e della permeabilità naturale, impatto irreversibile non annullato dalla creazione di aree verdi ornamentali; si richiede pertanto di identificare una diversa collocazione più idonea (area dismessa, brownfield), alternativa a quella attualmente prevista e più coerente con le linee di indirizzo della Legge Regionale 11/2026 (Art. 2 comma 1 lettera a));
  2. Poiché non è stato possibile identificare informazioni specifiche su come sarà soddisfatto nel dettaglio il fabbisogno idrico susseguente alla realizzazione del Piano Attuativo (peraltro nemmeno quantificato in questa fase!), si richiede di rendere esplicito tale aspetto, fermo restando che l’acqua non potrà essere prelevata da pubblico acquedotto, da acque sotterranee destinate a uso potabile, da acque superficiali destinate a uso potabile o ad uso irriguo, da fiumi e laghi tutelati dalla normativa europea e nazionale, privilegiando tecnologie ad elevata efficienza idrica (come i sistemi a circuito chiuso o dry cooling) e attendendosi agli indicatori chiave di prestazione e sostenibilità definiti a livello europeo (Regolamento delegato UE 2024/1364), con particolare riferimento al consumo e all’apporto di acqua (Water Usage Effectiveness o WUE), in linea con l’Art. 2 comma 1 lettera d) della Legge Regionale 11/2026; la valutazione non può limitarsi all’invarianza idraulica (scarichi), ma deve includere l’impatto dei prelievi sulla falda;
  3. Poiché la gestione delle acque di prima pioggia e di dilavamento dai piazzali (potenzialmente inquinate da idrocarburi e metalli), in un’area a vulnerabilità dell’acquifero classificata come “elevata/media”, è demandata a impianti di trattamento a monte degli invasi, si richiede un’analisi quantitativa (probabilità e conseguenze) in merito al rischio di malfunzionamento di tali sistemi o comunque di sversamenti accidentali in acque superficiali o in falda;
  4. Poiché nella documentazione non sono presenti dati quantitativi sull’incremento della temperatura locale dell’aria indotto dal calore sensibile rilasciato dall’infrastruttura tecnologica, si richiede di integrare questo aspetto garantendo idonea pubblicità alla documentazione integrativa da produrre;
  5. Poiché la Commissione per il Paesaggio istituita presso il Parco delle Groane ha espresso sull’ipotesi progettuale pareri sospensivi in date 18 dicembre 2025 e 14 luglio 2026, si richiede lo sviluppo di soluzioni architettoniche in grado di azzerare l’impatto paesaggistico delle costruzioni assorbendo totalmente le criticità emerse nei pareri sospensivi suddetti, ad esempio prevedendo uno o più piani interrati in fase di rilascio del titolo abilitativo a costruire, mantenendo l’altezza fuori terra al di sotto di 13 m;
  6. Poiché il progetto si colloca a soli 400 metri da elementi di primo livello della Rete Ecologica Regionale (RER), e l’introduzione di un edificio alto 20 metri e di illuminazione artificiale notturna può creare un “effetto barriera” e disturbare la fauna locale (avifauna, anfibi, chirotteri) che utilizza i corridoi ecologici del Parco delle Groane, si richiedono idonee strategie di realizzazione tali da azzerare l’effetto barriera, ad esempio prevedendo uno o più piani interrati in fase di rilascio del titolo abilitativo a costruire, mantenendo l’altezza fuori terra al di sotto di 13 m, e la minimizzazione dell’utilizzo dell’illuminazione artificiale notturna, vincolandone l’accensione all’effettiva presenza di personale e/o veicoli e solamente per il minimo tempo necessario;
  7. Poiché la struttura contribuisce alla domanda energetica globale e alle emissioni indirette climalteranti di CO2, si richiede che il 100% della domanda elettrica generata dal Piano Attuativo (72 MW) sia soddisfatto mediante l’impiego di fonti rinnovabili, in linea con l’Art. 2 comma 1 lettera b) della Legge Regionale 11/2026;
  8. Poiché il Piano Attuativo prevede un collegamento in alta tensione (132 kV, assorbimento stimato 315 A in trifase, corrispondente a un diametro dei cavi di almeno 15-20 cm ciascuno, se realizzati in rame, e superiore se realizzati in alluminio), si richiede che l’elettrodotto sia realizzato interamente interrato e con idonee strategie di schermatura e mitigazione, da precisare nel dettaglio;
  9. Poiché la modellazione del rumore proprio indotto dal data center in oggetto ha restituito un risultato compatibile con la pianificazione del territorio circostante, si richiede di effettuare una campagna di misurazioni periodiche volte a confermare dal vero tale aspetto, garantendone idonea pubblicità; la durata minima della campagna sarà pari a quella della Convenzione;
  10. Poiché la documentazione fornita non riporta alcuna stima quantitativa del consumo annuo di gasolio da parte dei generatori elettrici ausiliari, né la relativa conversione in tonnellate o chilogrammi di CO2 rilasciati in atmosfera, né la verifica di neutralità a vita intera del Piano Attuativo rispetto al ciclo del carbonio, si richiede di integrare questi aspetti garantendo idonea pubblicità alla documentazione integrativa da produrre; si richiede, inoltre, di misurare e garantire idonea pubblicità alla ricaduta al suolo degli inquinanti emessi dai generatori (ossidi di azoto NOx, monossido di carbonio CO e polveri sottili); la durata minima della campagna sarà pari a quella della Convenzione;
  11. Poiché lo studio acustico previsionale ha trascurato il contributo dei generatori alla rumorosità indotta sul territorio circostante, si richiede di integrare questo aspetto garantendo idonea pubblicità alla documentazione integrativa da produrre; si richiede, inoltre, di misurare e garantire idonea pubblicità alla misura del rumore durante i test periodici di funzionamento e in caso di attivazione a seguito di blackout o guasto improvviso della rete elettrica; la durata minima della campagna sarà pari a quella della Convenzione;
  12. Poiché si prevede traffico di mezzi pesanti durante la lunga fase di cantiere e flussi generati per la manutenzione straordinaria degli impianti tecnologici, che graveranno sulla rotatoria di via Scarlatti, si richiede di attivare una campagna periodica di monitoraggio del traffico, dell’inquinamento atmosferico e della presenza di polveri irritanti sospese, prevedendo esplicitamente la facoltà di interventi sospensivi da parte del Comune in caso si verificassero flussi eccessivi, gravanti sulla cittadinanza, il superamento dei parametri normativi riferiti agli agenti inquinanti o qualunque disagio respiratorio correlabile; la durata minima della campagna sarà pari a quella della Convenzione.

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