Potature estive a Saronno, scatta l’allarme ambientale. Richiesto stop immediato agli interventi sul patrimonio pubblico

SARONNO – Abbiamo appreso nei giorni scorsi, tramite un sintetico comunicato sui canali social del Comune, l’avvio dal 7 agosto di una campagna di potatura delle pubbliche alberature cittadine. L’annuncio non fornisce alcuna informazione sulla tipologia degli interventi, sulle motivazioni o sulla esatta localizzazione degli alberi interessati.

Si tratta di una decisione che contrasta nettamente con le buone pratiche di gestione del verde. La stragrande maggioranza dei Comuni italiani, in linea con i Criteri Ambientali Minimi (CAM) ministeriali, vieta infatti le potature ordinarie dal 15 marzo al 31 agosto per ragioni ecologiche e fisiologiche ben precise.

Il quadro normativo e la tutela dell’avifauna

Le uniche deroghe ammesse per i tagli in questo periodo riguardano esclusivamente comprovati motivi di pubblica sicurezza o urgenze fitosanitarie. In tutti gli altri casi, intervenire ad agosto viola i divieti europei e nazionali: la Direttiva UE Uccelli (2009/147/CE) e la Legge n. 157/1992 vietano esplicitamente la distruzione e il danneggiamento dei nidi, delle uova e il disturbo dei volatili durante la delicata fase di riproduzione e allevamento.

Inoltre, in base all’art. 544-ter c.p. (Maltrattamento di animali), se la potatura distrugge nidi attivi o causa la morte di pulli (i piccoli degli uccelli), i soggetti responsabili (esecutori e committenti) rischiano l’esposizione anche a tale reato penale.

L’Art. 23, comma 7 del Regolamento del Verde vigente a Saronno stabilisce in modo molto chiaro che: “È in ogni caso vietato eseguire le potature durante i periodi di freddo intenso e gelate, e durante i periodi di caldo intenso e siccità”.

Il Comune non ha indicato né, men che meno, provato alcuna motivazione di pubblica sicurezza o un’urgenza fitosanitaria.

I rischi per la salute degli alberi e dei cittadini

Oltre ai vincoli di legge, la millenaria prassi agronomica, comunque confermata anche dalle norme tecniche richiamate nel regolamento di Saronno, sconsiglia drasticamente i tagli nei mesi di calore estremo (luglio e agosto). In questo periodo le piante si trovano già in pieno stress idrico e vegetativo; una potatura riduce la capacità fotosintetica e rimuove riserve energetiche fondamentali, esponendo la pianta a colpi di sole (danni ai tessuti corticali) e riducendo la capacità di difesa contro patogeni.

Inoltre, nel picco dell’estate, la rimozione della chioma distrugge l’effetto di mitigazione termica delle piante. Gli alberi urbani sono l’unica difesa naturale contro le ondate di calore e l’effetto “isola di calore”. Ridurre l’ombreggiamento aumenta immediatamente la temperatura del suolo e delle abitazioni circostanti, con un impatto diretto e negativo sulla salute pubblica.

Gestione economica e appello alle autorità

Pianificare correttamente gli interventi affinché siano efficaci e minimizzino il rischio di danni serve anche a tutelare le casse pubbliche, evitando inutili duplicazioni di spesa e salvaguardando il patrimonio arboreo. In questa fase di emergenza climatica, le risorse andrebbero concentrate sulla gestione strategica della siccità e sulla manutenzione costante, non su tagli intempestivi.

Invitiamo pertanto le Autorità preposte a sospendere immediatamente gli interventi non urgenti, a verificare il rispetto delle normative vigenti e a fornire tempestivamente alla cittadinanza ampie, trasparenti informazioni di carattere scientifico che giustifichino il proprio operato.


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