Il parco che vogliamo all’ex Isotta-Fraschini – Lettera aperta all’Amministrazione Comunale di Saronno

Saronno è una città che ha bisogno di respirare. Con una densità di oltre 3500 abitanti per km² e quasi il 60% del suolo cementificato, il recupero delle aree dismesse tra via Varese e via Milano non è solo un progetto urbanistico, ma l’ultima chiamata per dotare la città di un grande polmone verde.

Come Ambiente Saronno (Circolo Legambiente), abbiamo analizzato il Piano Integrato di Intervento (PII) e depositato Osservazioni concrete per trasformarlo in una reale opportunità di benessere per tutti.

  1. Più verde, meno calcestre

Il Piano adottato prevede troppi viali e pavimentazioni. Proponiamo di raddoppiare la superficie a verde effettivo (portandola da 30.000 a quasi 58.000 m² complessivi) riducendo drasticamente i vialetti, ove non richiesti dalla strategia di mobilità ciclopedonale che serve e attraversa il comparto.

Risparmio economico: in base ai costi unitari contenuti nel Piano adottato, questa scelta farebbe risparmiare all’Attuatore, per conto della collettività, circa 1 milione di euro per la realizzazione e 74.000 euro all’anno per la manutenzione.

Proponiamo inoltre l’uso della sola irrigazione a goccia (solo per l’attecchimento degli alberi) per evitare sprechi d’acqua e costi energetici superflui.

  1. Edifici più snelli per liberare il suolo

Non chiediamo di ridurre le volumetrie previste, ma di disporle in modo diverso. Aumentando leggermente l’altezza dei palazzi (tra 8 e 11 piani), potremmo ridurre la loro “impronta” a terra. Questo permetterebbe di guadagnare fino a 4.100 m² di suolo libero in più, creando un’area verde continua e aperta verso il centro città, evitando che il parco resti “chiuso” tra i palazzi.

  1. Salviamo gli alberi di via Milano

Sosteniamo la soluzione iniziale con nodo semaforico compatto tra via Milano e via Morandi, invece della rotonda. Confermare questa scelta permetterebbe di salvare 30 alberi storici su via Milano e raddoppierebbe lo spazio per i pedoni. I dati tecnici affermano che il traffico rimarrebbe fluido e ampiamente gestibile anche in futuro.

  1. Garanzie per il futuro

Un parco non va solo realizzato, ma anche curato sul lungo periodo. Chiediamo che le garanzie economiche coprano la manutenzione per almeno 10 anni e che i costi di gestione siano trasparenti e pubblici. Eventuali risparmi sui lavori dovrebbero essere reinvestiti nel verde cittadino.

Chiediamo un atto di coraggio: trasformare una vecchia area industriale in un grande parco unitario a Saronno. Un investimento che non si misura solo in metri quadri, ma in qualità dell’aria e della vita per le prossime generazioni.


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