La Redazione di Radiorizzonti, che ringraziamo, ha invitato il nostro circolo alla puntata di ieri, 4 marzo 2024, incentrata sul tema “mobilità tra abitudini e rispetto dell’ambiente“.
Riportiamo di seguito le domande della Redazione e le nostre risposte.
Domanda 1
Sicuramente una delle tappe del cambiamento è la riduzione dei veicoli privati in circolazione. Siamo pronti con soluzioni diverse? Come conciliare una struttura viaria datata e non adeguata, con le nuove necessità? Il trasporto urbano oggi può essere una valida alternativa? Le strade esistenti possono ospitare contemporaneamente le auto prepotenti, i pedoni indifesi e i ciclisti indisciplinati?
No, non siamo pronti soprattutto a livello di predisposizione culturale. Se il dibattito sul motore delle automobili esiste da anni, in minima parte e poco pragmaticamente è stata affrontata la necessità della transizione modale per ridurre le automobili in circolazione, a prescindere dal motore, che creano problematiche di consumo di suolo e di qualità degli spazi urbani. La struttura viaria, eccezion fatta per gli assi principali da conservare (non ampliare), dovrebbe essere ri-adeguata alla vita delle persone piuttosto che alla circolazione delle automobili, come abitudine consolidata ad esempio nei Paesi Bassi e in Germania.
Il trasporto pubblico urbano di Saronno è una alternativa, solo in parte, poiché la scarsa riconoscibilità e informazione del servizio, i suoi percorsi circolari monodirezionali, la mancanza di servizio alla sera e alla domenica, la difficoltà nell’acquisto dei biglietti, l’assenza di integrazione tariffaria e le condizioni in alcuni casi scandalose delle fermate e non sempre ottimali dei mezzi non incentivano alla scelta.
Le strade esistenti devono essere destinate con priorità ai pedoni, e, separatamente, ai percorsi ciclabili, ammettendo le automobili solamente ove compatibili con le necessità di utilizzo dello spazio pubblico da parte delle persone.
Domanda 2
In questo ultimo periodo assistiamo alle polemiche sulle città 30 km orari. Soluzione già attuata da anni, con successo, per diminuzione di incidentalità e tassi di inquinamento, da molte grandi città europee. Cosa ne pensate dell’attuazione a Saronno?
A Saronno il Comune non prevede l’attivazione dei 30 km/h ovunque, bensì di zone 30 puntuali da realizzare a partire dalla situazione esistente e introducendo le strade di tipo E-bis ed F-bis. Per quanto la scelta vada nella direzione giusta, ovviamente si deve fare di più. Mancano ancora le strade scolastiche la cui necessità è molto sentita.
Su nessuna strada il limite di velocità dovrebbe essere superiore alla velocità media di percorrenza rilevata, che a Milano ad esempio risulta inferiore a 20 km/h, rendendo il limite a 30 addirittura generoso rispetto allo stato di fatto. Limitare la velocità massima induce uno stile di guida più confortevole, ecologico ed economico, che riduce le conseguenze degli incidenti a parità di durata complessiva del viaggio.
Domanda 3
I dati raccolti indicano che una parte rilevante degli spostamenti interni alla città avvengono a piedi o in bicicletta. Secondo voi con il potenziamento della rete ciclabile è possibile aumentare l’uso della bicicletta anche per spostamenti da e verso l’esterno? Quale ruolo può avere la realizzazione del progetto della ciclopolitana saronnese con il riutilizzo della ex linea ferroviaria Saronno – Seregno?
Il potenziamento e la messa in rete delle infrastrutture per la mobilità ciclistica sono necessità sentite dai cittadini e su cui il Comune sta lavorando. Nell’ambito di un sistema di azioni multimodale, si può ipotizzare l’impiego quotidiano della mobilità ciclistica, se vi sono opportuni percorsi su scala provinciale e interprovinciale, fino a circa dieci chilometri al massimo dalla destinazione.
Per distanze superiori è necessario l’interscambio con il trasporto pubblico, in particolare il servizio ferroviario, ma deve anche essere garantita la possibilità di caricare le biciclette sugli autobus senza arrecare disturbo agli altri viaggiatori.
Il progetto ciclometropolitana è un tassello importante insieme ad altri interventi; è bene fissare a livello progettuale come percorso ciclabile la ex ferrovia Saronno-Introini, tuttavia, quando e come sarà realizzata, e quindi che potenzialità avrà, dipende dall’avanzamento dei progetti di Ferrovienord a Saronno e dal budget che il Comune reperirà per l’operazione. C’è molta curiosità in merito allo scavalco di via Morandi-via Milano e all’attraversamento dell’ex Isotta al fine di connettersi con via Luini e il Santuario.
Domanda 4
A Saronno esiste il problema dei parcheggi. Parcheggi per la sosta veloce destinati alla sopravvivenza del settore del commercio del centro storico e parcheggi per la sosta giornaliera destinati allo scambio gomma – ferro. Entrambe le necessità sono legate al ruolo di Saronno, alla sua posizione strategica, alla presenza della stazione. Il pendolarismo è un’opportunità o un danno? Quali le soluzioni da proporre per la sosta breve e quali per la sosta giornaliera?
Il vero problema dei parcheggi dentro la città è che qualcuno ne senta il bisogno. Non è affatto scontato il legame tra le difficoltà manifestate dal commercio e la ipotetica carenza di posteggi. Il cliente preferisce il parcheggio fuori dal negozio quale-che-sia oppure un servizio di eccellenza in una città bella? Il legame tra commercio e parcheggi potrebbe addirittura essere inverso rispetto a quello comunemente percepito. Nello stesso stallo di 1 cliente automobilista stanno 5 clienti ciclisti.
Aver pedonalizzato Corso Italia, più di 20 anni fa, dimostra che non servono parcheggi a ridosso dei negozi per rendere attrattivo il commercio. Piuttosto servirebbero più attività commerciali tipiche e attrattive!
Il pendolarismo è un bene, perché aumenta le opportunità di scambio e confronto per la città, ma anche una necessità per molti e una responsabilità, in larga parte per gli enti superiori, responsabili della pianificazione e dell’esercizio del trasporto pubblico, che continuano da oltre dieci anni a posticipare le azioni di sviluppo e attrattività necessarie.
La ricerca di una soluzione per i parcheggi giornalieri rimane un dovere dell’amministrazione comunale, ma la sosta giornaliera deve essere portata il più lontano possibile dal centro e per i posteggi in posizione centrale devono essere favorite le infrastrutture esistenti e sottoutilizzate, come l’autosilo di via Milano.
Comunque importante il progetto di smart parking per ridurre quanto meno i giri a vuoto in cerca di posteggio.
Domanda 5
Saronno è caratterizzata da un forte traffico di attraversamento, da un sistema di tangenzialine saturo, che spesso porta ad utilizzare la viabilità interna come alternativa. A vostro giudizio sono stati affrontati adeguatamente i nodi relativi alla fluidificazione dell’uscita autostrada A9 Saronno Sud; dell’ingresso da Caronno; dei flussi che transitano nelle due rotatorie tra il cavalcavia e Gerenzano? Non converrebbe agire su questi nodi per liberare la viabilità interna, prima di creare nuove strade di scorrimento esterno, senza rischiare di occupare aree vergini non adeguatamente protette?
Certo! Si tratta di direttrici coperte da trasporto pubblico:
- Il Nodo Saronno-Origgio è servito dalla linea extraurbana z113; la maggior parte delle corse per Saronno transita da Uboldo; bisognerebbe valutare il potenziamento delle corse dirette Origgio‑Saronno via SP233 studiando un interscambio con le automobili lungo il percorso, senza che entrino a Saronno;
- La ferrovia Milano-Saronno (linee suburbane S1 / S3 ogni 15’) è parallela alla Varesina e distante non più di 1 km; le fermate del treno sono distanti tra loro meno di 2 km; serve lavorare sull’interscambio a Saronno Sud;
- Il tratto Saronno-Gerenzano è servito dal servizio ferroviario e dalle linee extraurbane C67, H203, H204 che devono essere messe a sistema, garantendo l’interscambio in zona cavalcavia A9 anche con il trasporto urbano.
La parola chiave è interscambio!
In merito al nuovo itinerario ipotizzato a nord della città, si evidenzia il pericolo di urbanizzazione indotta dell’unico spazio risparmiato dal consumo di suolo a nord della città (“agro saronnese”); si teme un aumento della pericolosità dell’incrocio tra via delle Grigne e via Gemelli; si teme un aumento del traffico e, di conseguenza, dell’incidentalità sulla rotonda tra via Lazzaroni e via Varese, attualmente già satura. Si ritiene, pertanto, che non si debba attuare questo intervento, per i costi e i rischi ambientali che comporterebbe, favorendo invece lo spostamento modale.

